lunedì 29 maggio 2006

07 - servitù

Siamo servi finché abbiamo lacrime per i funerali, finché sentiamo il tragico, finché sovrastimiamo i destini.
La pace è bonaccia, quiete, deserto; è prosciugare lacrime e piallare sorrisi.
Superata la debolezza della pena, niente può scuoterci: nessun crimine varrà più il nostro sdegno, nessun amore i nostri rossori. La beatitudine è senza afflati.
Il paradiso esclude il sentimento, la sua delizia è sterile. Il paradiso è delle rocce, eternità di anime inorganiche.

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