mercoledì 20 settembre 2006

38 - rensi3

«Balena talora l’impressione che la svolta mortalmente nefasta dell’evoluzione sia stata il momento in cui una improvvisa e casuale alterazione cellulare nei centri nervosi d’un pitecoide… produsse in quella specie un individuo anomalo, “degenerato” rispetto al tipo della specie stessa, un individuo che l’alterazione, la dislocazione, la “degenerazione” cerebrale in lui avvenuta dotava del potere di ragionare. Da questo momento, e proprio col sorgere del potere di ragionare, la natura è diventata irrazionale…»

«…per l’animale tutto va bene, non vi sono cose incomprensibili, non vi è morte (perché l’animale non sa di morire), la natura non è né irrazionale, né cattiva, né ingiusta, poiché anche il dolore che l’animale soffre non è nulla più che un fatto, una cosa che è, non già altresì una cosa che non dovrebbe essere, vale a dire lumeggiata in questo senso da una valutazione mentale. Ma quando, in seguito all’accidentale deformazione cerebrale prodotta improvvisamente in una specie affine alla scimmia sorse il potere di ragionare e si formò la spiritualità; quando con ciò si ebbero viventi che con la sola esistenza della loro ragione commisero l’enorme pazzia di non essere più semplice natura, ma di separarsi dalla cieca immediatezza della vita naturale e in questo senso di opporsi alla natura; quando così si compì, secondo la profonda interpretazione di Leopardi, quell’alzarsi della ragione sopra l’istinto che è ciò che la Bibbia adombra con la leggenda del peccato originale, il quale “non consiste in altro che nella ragione”; quando ciò accadde, tosto, come al tocco della verga magica di un incantatore malefico, si sollevò dal fondo della natura, sinora indifferente e tranquilla perché non faceva che essere senza vedersi essere, il nembo delle contraddizioni, degli assurdi, dell’incomprensibilità, del male, del peccato, delle ingiustizie e crudeltà naturali, nonché dei problemi eterni ed eternamente tormentosi di indole spirituale e sociale.» (pag. 124-125)

Nessun commento: