mercoledì 20 settembre 2006

40 - rensi5

“Non possiamo dunque mai conoscere, nemmeno a un dipresso, quale condotta o azione produrrà effetti di bene comune, poiché gli incidenti che possono deviare in un senso o nell’altro il corso di questi effetti sono incalcolabili. Perciò chi pensasse di agire in funzione del bene generale sarebbe un pazzo o dovrebbe essere onniveggente e prevedere il futuro.” ("La morale come pazzia", 1942; pag. 203)

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