giovedì 29 maggio 2008

116 -

"L'uomo (e così gli altri animali) non nasce per goder della vita, ma solo per perpetuare la vita, per comunicarla ad altri che gli succedano, per conservarla. Nè esso, nè la vita, nè oggetto alcuno di questo mondo è propriamente per lui, ma al contrario esso è tutto per la vita. - Spaventevole ma vera proposizione e conchiusione di tutta la metafisica. L'esistenza non è per l'esistente, non ha per suo fine l'esistente, nè il bene dell'esistente; se anche egli vi prova alcun bene, ciò è un puro caso: l'esistente è per l'esistenza, tutto per l'esistenza, questa è il suo puro fine reale. Gli esistenti esistono perché si esista..."

(Zibaldone - 11 marzo 1826)

sabato 24 maggio 2008

115 - sub specie vanitatis

"Che cos'è la vita? Il viaggio di un zoppo e infermo che con un gravissimo carico in sul dosso per montagne ertissime e luoghi sommamente aspri, faticosi e difficili, alla neve, al gelo, alla pioggia, al vento, all'ardore del sole, cammina senza mai riposarsi dì e notte uno spazio di molte giornate per arrivare a un cotal precipizio o un fosso, e quivi inevitabilmente cadere. (Bologna, 17 gennaio 1826)"

(Leopardi - Zibadone
)

114 - 'ragioni' dell'assurdo

"Il sentimento della mancanza di valore fu raggiunto quando si capì che non è possibile interpretare il carattere complessivo dell'esserci né con il concetto di "fine", né con il concetto di "unità", né con il concetto di "verità". In tal modo non si ottiene e non si raggiunge nulla: nella molteplicità del divenire manca l'unità onnicomprensiva: il carattere dell'esserci non è "vero", è falso..., non c'è più nessuna ragione di vagheggiare un mondo vero...
In breve: le categorie "fine", "unità", "essere" con le quali avevamo posto un valore nel mondo, sono da noi nuovamente tratte fuori - e ora il mondo sembra senza valore...
Posto che abbiamo capito che non è più possibile interpretare il mondo con queste tre categorie e che dopo questa constatazione il mondo comincia ad essere per noi senza valore, allora dobbiamo chiederci da dove derivi la nostra credenza in queste 3 categorie - cerchiamo se non sia possibile negare loro questa credenza. Una volta che queste 3 categorie sono state svalutate, allora la dimostrazione della loro inapplicabilità al tutto non è più una ragione per svalutare il tutto.
Risultato: la credenza nelle categorie della ragione è la causa del nichilismo, - abbiamo misurato il valore del mondo con categorie che si rapportano a un mondo puramente simulato.
Risultato finale: tutti i valori con cui fino ad ora abbiamo tentato in primo luogo di rendere per noi stimabile il mondo e con cui, proprio per questo, l'abbiamo svalutato, essendosi rivelati inapplicabili - tutti questi valori, riguardati dal punto di vista psicologico, sono risultati di determinate prospettive dell'utilità per la conservazione e l'accrescimento di forme umane di dominio: e soltanto falsamente proiettati nell'essenza delle cose.
Fa ancor sempre parte della ingenuità iperbolica dell'uomo "porre" se stesso come senso e misura di valore delle cose..."

(Nietzsche - La volontà di potenza)

113 - tutto è niente

"...questa è la formula della nostra Magia; noi sosteniamo che tutti gli atti devono essere uguali; che l'esistenza conferma il diritto di esistere; che, se il male non è semplicemente un termine esprimente qualche relazione di ostilità casuale tra forze egualmente auto-giustificate, l'universo è inspiegabile ed impossibile quanto un'azione senza reazione; che le orge di Bacco e di Pan non sono meno sacramentali delle messe di Gesù; che le cicatrici della sifilide sono sacre e degne d'onore in quanto tali."

(Aleister Crowley - Magick)

sabato 17 maggio 2008

112 - la lunga catena del sapere


«
Conoscenza, inoltre, è una concezione impossibile. Tutte le proposizioni finiscono per ritornare ad "A è A".»

(Aleister Crowley - Magick)

111 - ridicolo ogni pessimismo

"Il divenire ha in ogni momento lo stesso valore: la somma del suo valore rimane uguale a sé: in altri termini: ESSO NON HA NESSUN VALORE, perché non c'è qualcosa con cui misurarlo, e in rapporto a cui la parola "valore" abbia senso. Il VALORE TOTALE DEL MONDO NON È VALUTABILE, di conseguenza ogni pessimismo filosofico è una cosa comica."

(Nietzsche - La volontà di potenza)

lunedì 12 maggio 2008

110 - donne

Ne abbiamo sentite di apologie dell'ascesi. Poi arriva l'orgasmo e, perché no, la tenerezza. Nuove dipendenze. Ma in un universo di lacci, catene e legami, tutto si tiene grazie alle dipendenze.
Ab-solutus è solo il cadavere.

domenica 11 maggio 2008

109 -

"Spessissimo noi, come un malato, un convalescente, che si cura, un povero che si procaccia il vitto con gran fatica, usando una infinita pazienza per solo conservarci in vita, non facciamo altro che patire infinitamente per conservarci, per non perdere la facoltà di patire ed esercitar la pazienza per preservarci il potere di esercitarla, per continuarla ad esercitare."

(Leopardi - Zibaldone)

domenica 4 maggio 2008

108 -

"La quistione se il suicidio giovi o non giovi all'uomo [...] si restringe in questi puri termini. Quale delle due cose è la migliore, il patire o il non patire? ...
...
E però chiunque (tolta la religione) vive per puro e formale error di calcolo: intendo il calcolo dell'utilità. Errore moltiplicato tante volte quanti sono gl'istanti della nostra vita, in ciascuno dè quali noi preferiamo il vivere al non vivere."

(Leopardi - Zibaldone)

giovedì 1 maggio 2008

107 - nuove leve

"I giovani non possono più salvare il mondo,
il mondo non può più essere salvato,
l'idea di salvezza è semplicemente un'idea sbagliata,
e noi dobbiamo pagare i nostri innumerevoli errori,
è troppo tardi per riparare ad alcunché,
il tempo delle riparazioni è scaduto e quello delle riforme è finito.
I più fortunati moriranno combattendo e i più miserabili
stipati negli scantinati o accoppiandosi tra le fiamme,
per ingannare l'agonia con l'orgasmo.
Il mondo sarà un grido di dolore e di estasi,
in cui gli uomini più puri non avranno altra risorsa che
ammazzarsi l'un l'altro per non dover disprezzare se stessi.
La scelta dell'agonia sarà l'ultima a noi rimasta, e ciò sarà prima
di quanto non si pensi, dall'oggi al domani saremo scaraventati
nel precipizio e lì ci sveglieremo, non fosse che per il tempo
di sentire che stiamo spirando.
Allora rivedremo ciò che videro i Conquistatori del Nuovo Mondo,
dove, al loro avvicinarsi, intere tribù si gettavano
dalla cima della loro montagna unicamente per prevenire
l'orrore inevitabile, ingannando la morte con la morte stessa."

(Caraco - Breviario del caos)

106 -



















"Con cento milioni di esseri umani la Terra diventerebbe un Paradiso; con i miliardi che la divorano e la insozzano sarà l'Inferno da un polo all'altro, la prigione della specie, la stanza della tortura universale e la cloaca gremita di folli mistici che campano nel loro lerciume. La massa è il peccato dell'ordine, è il sottoprodotto della morale e della fede, basta questo per condannare l'ordine, la morale e la fede, giacché non servono che a moltiplicare gli uomini e a tramutarli in insetti."

(Albert Caraco -
Breviario del caos)