martedì 10 giugno 2008

126 - Rensi

dalla post-fazione a "Il conflitto della civiltà moderna" di Simmel:

"[...] proprio l'idealismo sbocca necessariamente ad uno scetticismo pratico, poiché la sua proposizione etica fondamentale si risolve in questa: buono, vero, bello è ciò che allo spirito in te, alla coscienza in te, a te pare, è insomma quel che ti pare; e questo è ciò in cui, si voglia o no, l'etica kantiana-fichtiana, idealistica in generale, si risolve [...]; ogni azione non esiste, non ha il suo significato, non è quello che è, se non dentro quel tale, determinato, specifico, singolo, individuale, irripetibile corso vitale di cui essa è un'onda o una pulsazione; sicché la legge non può essere che legge individuale."

"Tale corso vitale distrugge continuamente tutte le sue costruzioni, contraddice e nega ogni suo stadio raggiunto, non lascia che alcuna sua formazione conservi quella permanenza e stabilità a cui essa al momento del suo sorgere pretende e che crede di possedere, e così le relativizza, le scetticizza tutte."

E questo è il "pensiero più significante e vero di Hegel [...] il pensiero, cioè, che la molla del processo è semplicemente la contraddizione, che il processo c'è soltanto perché è eterna la contraddizione, che unicamente l'eterna presenza della contraddizione, ossia dell'assurdo, è ciò che crea il processo, il quale non è che lo sforzo per sfuggirvi, sforzo vano perché non riesce se non ad uscire dall'una contraddizione per precipitare in un'altra, solo per uscire dalla quale ancora si muove, ossia è processo, sicché solo lo è perché in ogni presente è nell'assurdo; [...]
se, come è fondamentale pensiero di Hegel, la contraddizione (ossia l'assurdo) è la molla e la radice del movimento, la ragione del processo, e quindi della vita (essendo vita e processo unum et idem), bisogna concludere che, la vita stessa, ossia ciò che è la sola vera realtà, è una cosa sola con l'assurdo.[...]

E se la frase "il processo è l'assoluto" vuol semplicemente dire: ciò che solo esiste e permane è la non permanenza, l'assoluta verità è che tutto è errore, l'assoluta permanenza è che tutto passa, l'assoluto è che tutto è relativo, l'assoluto è il relativo - chiaramente ciò assoluto non è che un giuoco di parole."

1 commento:

Mejnour ha detto...

Rensi: il più misconosciuto e forse il più grande dei filosofi italiani.