domenica 19 ottobre 2008

138 - liberazione e catene

"...fare del pensiero stesso una cosa dell'arbitrio egoistico, una cosa dell'unico, per così dire un suo trastullo o capriccio amoroso, togliendogli il suo significato di "ultimo e decisivo potere", questa degradazione e dissacrazione del pensiero, questo equiparare l'io che pensa e l'io che non pensa, questa grezza ma reale "eguaglianza" - a questo la critica non può giungere, perché essa stessa non è che la sacerdotessa del pensare e al di là del pensare non vede altro che il diluvio."

(Max Stirner -
L'unico e la sua proprietà)

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