domenica 29 agosto 2010

189 - Da un altro Vangelo...


"Perché questa miserabile condizione dell'uomo, e il barbaro insegnamento della ragione, che i piaceri e i dolori umani essendo meri inganni, quel travaglio che deriva dalla certezza della nullità delle cose, sia sempre e solamente giusto e vero. E se bene regolando tutta quanta la nostra vita secondo il sentimento di questa nullità, finirebbe il mondo e giustamente saremmo chiamati pazzi, a ogni modo è formalmente certo che questa sarebbe una pazzia ragionevole per ogni verso, anzi che a petto suo tutte le saviezze sarebbero pazzie, giacché tutto a questo mondo si fa per la semplice dimenticanza di quella verità universale, che tutto è nulla [...]

non c'è altro vero che il nulla, e questo pensiero, ed averlo continuamente nell'animo, come la ragion vorrebbe, ci dee condurre necessariamente e direttamente a quella disposizione che ho detto, la quale sarebbe pazzia secondo la natura e saviezza secondo la ragione."

(LEOPARDI, Lettera al Giordani - Recanati 16 marzo 1820)

martedì 6 luglio 2010

188 -


"L'uomo aumenta di prezzo, che è lui stesso a pagare."

(Stanislav Lec - Pensieri spettinati)

venerdì 23 aprile 2010

187 - cose da nulla


"Il teatro tragico ha l'enorme inconveniente morale di dare troppa importanza alla vita e alla morte."

(Chamfort)

mercoledì 17 marzo 2010

186 - ignavia

“Lo ripeto, lo ripeto con raddoppiata convinzione: tutte le persone immediate, tutti gli uomini d’azione sono attivi proprio perché sono limitati e ottusi. Come si spiega ciò? Ecco come si spiega: questa gente, per la propria limitatezza, prende le cause più prossime e secondarie per cause prime, e in tal modo si convince molto prima e molto più facilmente degli altri di aver trovato un fondamento indiscutibile al proprio agire, e quindi si acquieta; e questo è l’essenziale. Infatti, per cominciare ad agire è necessario innanzi tutto essere perfettamente tranquilli ed essersi liberati da qualsiasi dubbio. Ma io, per esempio, come posso tranquillarmi? Dove sono le cause prime sulle quali potrei appoggiarmi? Dove sono i fondamenti? Da dove li prendo? Io sto continuamente in esercizio col pensiero, e perciò ogni causa prima ne trascina immediatamente dietro di sé un’altra anche più profonda, e così via all’infinito. Tale è appunto l’essenza di ogni tipo di coscienza e di riflessione…

…O signori, il fatto è che io mi considero una persona intelligente forse soltanto perché in tutta la mia vita non sono stato capace né di cominciare né di portare a termine nulla. Ammettiamo, ammettiamo pure che io sia soltanto un chiacchierone, un innocuo e fastidioso chiacchierone come tutti quanti. Ma che resta da fare se il più diretto, anzi l’unico compito di ogni persona intelligente consiste appunto nel chiacchierare, cioè nel travasare coscientemente il vuoto nel vuoto?”

(Dostoevskij - Memorie dal sottosuolo)

domenica 14 febbraio 2010

185 - Carlo Michelstaedter

"Così ogni cosa è nostra solo perché ne abbiamo bisogno, solo perché ne usiamo - e mai abbiamo usato così delle cose della vita da non desiderare alcuna cosa, ma d'aver la nostra vita in noi. - Perché non possediamo mai la nostra vita, l'aspettiamo dal futuro, la cerchiamo dalle cose che ci sono care, perché «contengono per noi il futuro», PER ESSERE ANCHE IN FUTURO VUOTI DI OGNI PRESENTE e volgerci ancora avidamente alle cose care per soddisfar la fame insaziabile e mancare sempre di tutto.- Finché la morte togliendoci da questo gioco crudele, NON SO COSA CI TOLGA - SE NULLA ABBIAMO.- Per noi la morte è come un ladro che spogli un uomo ignudo.-"
(Carlo Michelstaedter - Il dialogo della salute)