domenica 29 agosto 2010

189 - Da un altro Vangelo...


"Perché questa miserabile condizione dell'uomo, e il barbaro insegnamento della ragione, che i piaceri e i dolori umani essendo meri inganni, quel travaglio che deriva dalla certezza della nullità delle cose, sia sempre e solamente giusto e vero. E se bene regolando tutta quanta la nostra vita secondo il sentimento di questa nullità, finirebbe il mondo e giustamente saremmo chiamati pazzi, a ogni modo è formalmente certo che questa sarebbe una pazzia ragionevole per ogni verso, anzi che a petto suo tutte le saviezze sarebbero pazzie, giacché tutto a questo mondo si fa per la semplice dimenticanza di quella verità universale, che tutto è nulla [...]

non c'è altro vero che il nulla, e questo pensiero, ed averlo continuamente nell'animo, come la ragion vorrebbe, ci dee condurre necessariamente e direttamente a quella disposizione che ho detto, la quale sarebbe pazzia secondo la natura e saviezza secondo la ragione."

(LEOPARDI, Lettera al Giordani - Recanati 16 marzo 1820)