sabato 27 agosto 2011

203 - Liberi di servire

"In presenza di un livello di vita via via più elevato, il non-conformarsi al sistema sembra essere socialmente inutile, tanto più quando la cosa comporta tangibili svantaggi economici e politici e pone in pericolo il fluido operare dell'insieme."

"La libera elezione dei padroni non abolisce né i padroni, né gli schiavi."

"La riproduzione spontanea da parte dell'individuo di bisogni che gli sono stati imposti non costituisce una forma di autonomia: comprova soltanto l'efficacia dei controlli."

"... a mano a mano che la reificazione tende ad assumere carattere totalitario in virtù della sua forma tecnologica, gli organizzatori e gli amministratori si trovano sempre più a dipendere dall'apparato che essi organizzano e amministrano. E tale dipendenza reciproca non è più la relazione dialettica tra il Padrone e il Servo, spezzata nella lotta per essere riconosciuti dall'altro, ma è piuttosto un circolo vizioso che racchiude sia il Padrone che il Servo."

"...la produzione e la distribuzione di una crescente quantità di beni e servizi fanno dell'ubbidienza un atteggiamento tecnologico razionale."

"La nuova finezza del linguaggio magico-rituale è... da vedersi nel fatto che le persone non vi credono, o non se ne curano, ma agiscono in conformità ad esso."

   (Herbert Marcuse - L'uomo a una dimensione, 1964)

martedì 26 luglio 2011

202 - verità ultime 2

Una élite filosofica di castrati, i senza Dio, nichilisti schiantati dalla rivelazione della vanità universale. Abitatori di cimiteri, emanano lezzo di cadavere. Per essi, la mancanza di valore del mondo rappresenta una catastrofe – intonano la litania del “niente conta” come se fosse il requiem della vita. E invece un mondo senza valore è un campo aperto, non un cimitero. La vita è tutti i valori e l'assenza di essi: potenzialità illimitata, illimitato dipanarsi dell'effimero-reale mondo, oltre il quale è nulla.
Non si può reificare un disvalore – errore del nichilismo.
Mentre gli occidentali scorticati piangono sul cadavere di un dio inutile, lo Zen, anticipando Nietzsche di secoli, sorride sul vuoto aperto dalla distruzione, generatore di mondi.

venerdì 8 luglio 2011

200 - preti

"Dio non sa, o non può, parlare direttamente, chiaramente e senza fraintendimenti ai cuori di tutti, al singolo individuo; si avvale di noi, manipolo di iniziati autoeletti; e soltanto noi con i nostri libri, le nostre encicliche, i nostri concilii, i nostri accordi, le nostre guerre, i nostri ripensamenti, le nostre eresie, i nostri roghi, le nostre inesattezze, le nostre vendette, le nostre superstizioni, i nostri diktat - soltanto noi possiamo dirvi che cosa dica e che cosa voglia il creatore di ogni cosa, egli stesso ogni cosa e ragione di ogni cosa. Dio si avvale della nostra pochezza, della fragilità del nostro spirito e delle nostre istituzioni. Dio fraziona la sua eterna parola nei codicilli bizantini della nostra teologia e del nostro catechismo; Dio è tutto quello che diciamo egli sia. Solo noi sappiamo, voi non sapete nulla. Senza di noi, Dio è sconosciuto, inaccessibile, morto. Rinunciare a noi significa rinunciare a Lui. Lasciateci comandare, affinché comandi Dio!"

giovedì 23 giugno 2011

199 - la resa

"Non ci si ribella contro il mondo, il mondo non è mai stato sconfitto, penso che non potrebbe esserlo, quelli che non si adattano in un modo o nell'altro dovrebbero restarne esclusi, quelli che rimangono si rassegnano al fatto che rimangono, i veri ribelli muoiono, se noi ci rifiutiamo di distruggerci è solo perché siamo fautori dell'ordine."

(Albert Caraco - Le galant homme)

venerdì 10 giugno 2011

198 - Vauvenargues

"Chi s'augurasse sul serio di illudersi, sarebbe subito appagato al di là d'ogni desiderio"
               (Riflessioni e Massime - 384)

venerdì 27 maggio 2011

197 - la condizione umana


Non ci sono buoni selvaggi né moderni inciviliti: ci sono uomini. Occorre soltanto calcolare il gradiente di sofferenza e infelicità che introducono nel mondo.

lunedì 9 maggio 2011

196 - Mea Culpa

Chi soffre si assuma la responsabilità di non essersi ucciso quando ne ha avuto l’occasione.

giovedì 14 aprile 2011

195 - Apologia del silenzio

"Lo strepito dell'umanità è intollerabile e il sonno non è più possibile a cagione di questa babele". Così gli dèi si accordarono per sterminare l'umanità.

       (L'Epopea di Gilgameš – Il racconto del diluvio)

martedì 29 marzo 2011

193 - dominare il mondo


È un maestro di cerimonie che il mondo abbisogna, quanto o forse più di un sistema di pensiero, giacché SOLO TRAMITE I COMPORTAMENTI IL PENSIERO RAGGIUNGE GLI SCIOCCHI.

(Albert Caraco – Le galant homme)

sabato 26 febbraio 2011

192 - teatro senza quinte

"...poiché alle mie domande sulla felicità, attraverso la mia coscienza ricevo dalla natura solo la risposta che non posso essere felice se non nell'armonia del tutto, che non capisco e che evidentemente non sarò mai in grado di capire; poiché la natura non soltanto non mi riconosce il diritto di domandarle conto, ma non mi risponde per nulla, e non perché non voglia, ma perché non può rispondere; poiché mi sono convinto che la natura, per rispondere alle domande, ha destinato (incoscientemente) me stesso e mi risponde con la mia coscienza (poiché io stesso dico tutto ciò a me stesso); poiché, infine, in un simile ordine di cose, io mi assegno nello stesso tempo la funzione di querelante e di querelato, di accusato e di giudice, e trovo questa commedia da parte della natura del tutto stupida, e per parte mia trovo il sopportarla perfino umiliante; nella mia indiscutibile qualità di querelante e querelato, di giudice e di accusato, condanno questa natura - che senza tante cerimonie e sfrontatamente mi ha creato per la sofferenza - a essere distrutta insieme a me...
Ma poiché io la natura non posso distruggerla, distruggo solo me stesso, esclusivamente per il fastidio di sopportare una tirannia della quale nessuno è colpevole."

(Dostoevskij - Diario di uno scrittore - ottobre 1876)

giovedì 6 gennaio 2011

191 - saggio accettare


“Quando gli fu annunciato che era stato condannato e che i suoi figli erano morti, intorno alla sua condanna disse: «Da tempo la natura ha condannato alla morte i miei giudici e me stesso»; intorno alla morte dei figli disse: «Sapevo di averli generati mortali»”

    (su Anassagora, in Diogene Laerzio "Vite dei filosofi")

sabato 1 gennaio 2011

190 - "Il silenzio del corpo"

"L'immoralità della procreazione lodata come cosciente consiste in questo: qui il delitto di fare un uomo, d'introdurre altro male e dolore nel mondo, non è compiuto incoscientemente in un'estasi drammatica e nella tenebra della copula, ma è freddamente premeditato, abolendo temporaneamente le cautele abituali, provando e riprovando, fino a scopo raggiunto. Di peggio c'è la procreazione artificiale, con seme di ghiaccio, dove, senza che il manipolatore e il ventre soggetto inorridiscano di quel che fanno, manca perfino l'esecuzione a caldo, la voluptas che attenua un poco."

"Menzogna è natura e verità artificio. Cercare la verità è lo scopo di chi cerca oltre il velo e contro la natura, che non vuole essere vista nuda, né all'interno, complicazione senza fine. Di semplicità non si può parlare, per nessuno: anzi più gli esseri umani sono semplici più amano il letame della menzogna, più è necessario mentirgli, fingere semplicità ma comporre artificio. Senza le menzogne convenzionali, nessuna comunicazione con gente semplice sarebbe possibile."

                                         (Guido Ceronetti)