venerdì 8 luglio 2011

200 - preti

"Dio non sa, o non può, parlare direttamente, chiaramente e senza fraintendimenti ai cuori di tutti, al singolo individuo; si avvale di noi, manipolo di iniziati autoeletti; e soltanto noi con i nostri libri, le nostre encicliche, i nostri concilii, i nostri accordi, le nostre guerre, i nostri ripensamenti, le nostre eresie, i nostri roghi, le nostre inesattezze, le nostre vendette, le nostre superstizioni, i nostri diktat - soltanto noi possiamo dirvi che cosa dica e che cosa voglia il creatore di ogni cosa, egli stesso ogni cosa e ragione di ogni cosa. Dio si avvale della nostra pochezza, della fragilità del nostro spirito e delle nostre istituzioni. Dio fraziona la sua eterna parola nei codicilli bizantini della nostra teologia e del nostro catechismo; Dio è tutto quello che diciamo egli sia. Solo noi sappiamo, voi non sapete nulla. Senza di noi, Dio è sconosciuto, inaccessibile, morto. Rinunciare a noi significa rinunciare a Lui. Lasciateci comandare, affinché comandi Dio!"

2 commenti:

Piede Pazzo ha detto...

WoW! tale e quale la democrazia... con Dio sostituito dal voto. Ma La tua descrizione dell'attività dei prelati e la distanza che questa crea tra i fedeli e il loro Dio mi sembra calzare alla perfezione all'attività dei "cosidetti" rappresentati eletti e le istituzioni...

ecco... ora sono depresso...

Anonimo ha detto...

bisognerà fare anche i conti con la democrazia, insieme a tutti gli altri sistemi di potere.