lunedì 2 dicembre 2013

215 - vedemmo passare i nostri cadaveri

"Ho argomentato che Dio, essendo improbabile, potrebbe esistere; e dunque sarebbe lecito che fosse adorato; e che al contrario l’Umanità, essendo una mera idea biologica e non significando altro che la specie animale umana, non è degna di essere adorata più di qualsiasi altra specie animale. Questo culto dell’Umanità, con i suoi riti di Libertà e Uguaglianza, mi è sempre sembrato un ritorno di quei culti antichi nei quali gli animali erano come dèi o gli dèi avevano teste di animali.
Così, non sapendo credere in Dio, e non potendo credere in un insieme di animali, sono rimasto, come altri della riva delle genti, in quella distanza da tutto che comunemente è chiamata la Decadenza. La Decadenza è la perdita totale dell’incoscienza; perché l’incoscienza è il fondamento della vita. Il cuore, se potesse pensare, si fermerebbe.
A chi come me vive e non sa avere vita, che cosa resta se non, come ai pochi altri simili a lui, la rinuncia come modo e la contemplazione come destino? ..."

(Pessoa - "Il libro dell'inquietudine di Bernardo Soares")