martedì 30 dicembre 2014

226 - Günther Anders (4)

“Sia come sia, la convergenza dei sistemi che avviene già da lungo tempo […] è inarrestabile. Questa convergenza causata dalla tecnica è la rivoluzione che si sviluppa in modo permanente. Ed essa non si muove nella direzione delle libertà dell’uomo, bensì nella direzione del totalitarismo degli apparecchi.

“L’affermazione che ci serviamo dei nostri apparecchi è dunque inesatta ed eufemistica. Infatti noi, che siamo «gettati» nel mondo degli apparecchi – mondo che tuttavia subito dopo il «lancio» accettiamo ben presto come unico e naturale – non possiamo evitare di essere presi a servizio da questo mondo.”



(“L’uomo è antiquato” vol. 2)

225 - Günther Anders (3)


“Certi operai (O1) servirono certe macchine (M1) per produrre con esse un’altra macchina, l’aeroplano (M2). In questa macchina salì, in seguito ad un ordine, un altro operaio (O2) chiamato «pilota»; e questi a sua volta la servì per dare possibilità ad un altro operaio (O3), ugualmente seduto in una M2, di servire ancora un’altra macchina (il congegno di lancio o la bomba M3), ugualmente prodotta dagli operai (O1) grazie al servizio di altre macchine (M1); e grazie a questo servizio, provocare un certo effetto (la distruzione di Hiroshima) […]

Dal punto di vista strategico (poiché l’atto di premere il bottone che farà scattare l’ultimo effetto avrà luogo esattamente nelle stesse retrovie nelle quali finora aveva luogo la produzione delle armi) significa che tutte le azioni di guerra verranno «prodotte» e fatte scoppiare nelle retrovie: con il che, naturalmente, […] le retrovie smettono di essere retrovie e diventano il fronte. Tutte queste differenze sono superate.”


("L'uomo è antiquato", vol. 2)

224 - Günther Anders (2)

“Si insegna a «essere creativi»… in corsi collettivi, persino a distanza […]; dunque anche gli elementi della creatività vengono forniti a domicilio prefabbricati.”

"Ogni merce, sia essa sigaretta, film o concezione del mondo, è fabbricata preventivamente in modo da assicurarle il massimo smercio; ossia tenendo conto, in antecedenza, dei reali o presunti desideri dei consumatori. E poiché, essendo anche i produttori consumatori delle merci da loro prodotte (sigarette, film, concezioni del mondo), ne consegue, dialetticamente, che la «classe dominante» viene anch’essa plasmata dai prodotti di massa. Al posto dello hegeliano: «Il signore diventa servo del servo» dovrebbe subentrare la formula: «Il signore diventa servo tra i servi.»"

("L'uomo è antiquato" vol. 1)

223 - Günther Anders

“L’omaggio che tributiamo loro [ai personaggi dello star-system, n.d.R.] si riferisce alla loro vittoriosa irruzione nella sfera dei prodotti in serie, da noi riconosciuta «ontologicamente superiore» […]


Tra l’attrice-diva divulgata in migliaia di copie e lo smalto per unghie diffuso in innumerevoli esemplari non esiste più una differenza ontologica […]


Innumerevoli girls reali hanno assunto l’aspetto di immagini cinematografiche; vanno in giro dunque in veste di riproduzioni di riproduzioni.”


("L'uomo è antiquato", vol. 1)

222 - Jaques Ellul (2)

"Dal punto di vista logico e scolastico siamo abituati a considerare che si inizia col porre i problemi prima di giungere alla soluzione. Si può allora porre una finalità (a livello del perché pongo il problema), ma nella realtà tecnica bisogna capovolgere l'ordine: l'interdipendenza degli elementi tecnici rende possibile una gran numero di «soluzioni» per le quali non c'è problema. La R&D [Ricerca e Sviluppo] produce continuamente nuovi procedimenti per i quali l'utilizzo viene scoperto in seguito. Quando si ha lo strumento a disposizione ci si rende conto che può essere applicato a una data situazione, e chiaramente i cosiderevoli costi della R&D fanno sì che si debbano trovare applicazioni utili a ciò che è stato scoperto."

"L'uomo tecnico appare in breve diviso tra due modi di essere. Da un lato, è a diretto contatto con la propria tecnica, la propria specialità: è estremamente competente nel proprio campo, sa e vede chiaramente ciò che deve fare con un'efficacia sempre maggiore. Ma tutto ciò ha valore in un settore strettamente limitato. Dall'altro lato, si trova al livello di tutti, conosce il mondo e i problemi politici, economici solo attraverso informazioni parziali e di parte, possiede una «semicomprensione» delle questioni, un quarto di conoscenza dei fatti, e la competenza nel suo dominio non gli serve in alcun modo a comprendere o conoscere meglio i fenomeni generali, dai quali, in fin dei conti, tutto dipende."

("Il sistema tecnico")

221 - Jaques Ellul (1)

"Quanto oggi possibile per effetto delle tecniche modella il desiderio dal quale ha origine l'opinione pubblica. Questa, a sua volta, farà pressione esigendo la realizzazione di quanto possibile."


"Il cittadino è alle prese con problemi per lo più tecnici, perché ciò su cui lo Stato si trova a decidere è generalmente di ordine tecnico (e sempre più raramente di ordine puramente «politico»), e non può nemmeno decidere dei grandi orientamenti di un piano economico, dato che tali orientamenti dipendono in realtà da dati stabiliti dai tecnici, si collocano in una «forbice» fissata dal tecnico e comportano conseguenze che il cittadino non è in grado di valutare. Oltre a ciò, un altro ordine di tecniche trasforma la condizione, la partecipazione eventuale del cittadino: si tratta delle tecniche di informazione e di orientamento psicologico [...]

Il cittadino, immerso in un mare di informazioni, desidera che i problemi gli vengano semplificati, chiariti, spiegati, cioè che venga realizzata una sorta di propaganda nei suoi confronti in modo che gli venga facilitata la scelta politica..."


"PIÙ IL CITTADINO SARÀ INFORMATO, MENO POTRÀ SCHIERARSI, POICHÉ I PARERI SONO COMPLETAMENTE OPPOSTI."

("Il sistema tecnico")

220 - Noi, figli di Eichmann

"...tra la nostra capacità di produzione e quella di immaginazione si è aperta una frattura... che si allarga di giorno in giorno [...]
la nostra capacità di produzione è illimitata, dato che l'incremento delle prestazioni tecniche non conosce limiti; mentre quella della nostra immaginazione è limitata per natura [...]
E quel che vale per l'immaginazione vale nella stessa misura anche per la nostra percezione: se gli effetti del nostro lavorare e del nostro agire oltrepassano una certa misura o un certo grado di mediazione, allora davanti ai nostri occhi questi si offuscano [...]

L'ingenua speranza ottimistica del XIX secolo, quella secondo cui con la crescita della tecnica cresce automaticamente anche la «chiarezza» dell'uomo, dobbiamo cancellarla definitivamente.

Quanto più alta è la velocità del progresso, quanto più grandi sono gli effetti della nostra produzione e quanto più è intricata la struttura dei nostri apparati, tanto più rapidamente la nostra immaginazione e la nostra percezione non riescono a stargli dietro, tanto più rapidamente cala la nostra «chiarezza» e tanto più diventiamo ciechi."

(Günther Anders)