martedì 30 dicembre 2014

222 - Jaques Ellul (2)

"Dal punto di vista logico e scolastico siamo abituati a considerare che si inizia col porre i problemi prima di giungere alla soluzione. Si può allora porre una finalità (a livello del perché pongo il problema), ma nella realtà tecnica bisogna capovolgere l'ordine: l'interdipendenza degli elementi tecnici rende possibile una gran numero di «soluzioni» per le quali non c'è problema. La R&D [Ricerca e Sviluppo] produce continuamente nuovi procedimenti per i quali l'utilizzo viene scoperto in seguito. Quando si ha lo strumento a disposizione ci si rende conto che può essere applicato a una data situazione, e chiaramente i cosiderevoli costi della R&D fanno sì che si debbano trovare applicazioni utili a ciò che è stato scoperto."

"L'uomo tecnico appare in breve diviso tra due modi di essere. Da un lato, è a diretto contatto con la propria tecnica, la propria specialità: è estremamente competente nel proprio campo, sa e vede chiaramente ciò che deve fare con un'efficacia sempre maggiore. Ma tutto ciò ha valore in un settore strettamente limitato. Dall'altro lato, si trova al livello di tutti, conosce il mondo e i problemi politici, economici solo attraverso informazioni parziali e di parte, possiede una «semicomprensione» delle questioni, un quarto di conoscenza dei fatti, e la competenza nel suo dominio non gli serve in alcun modo a comprendere o conoscere meglio i fenomeni generali, dai quali, in fin dei conti, tutto dipende."

("Il sistema tecnico")

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